Al Pont de Ferr - La nostra storia
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La nostra storia

NaviglioIl 14 dicembre del 1986, a Milano c’erano circa 2 gradi e la più classica delle nebbie accompagnata dalla consueta pioggerella che contraddistingue l’inverno milanese. Sant’Ambrogio era appena scappato via e la città era già pronta al Natale. E fu in quella domenica di dicembre, che riaprì, per non chiudere più, una “vecchia osteria” sul Naviglio Grande, proprio accanto “Al Pont de Ferr”.
L’idea, ispirata ma semplice, della favolosa sommelier e appassionata imprenditrice Maida Mercuri e del ristoratore Licio Mannucci, fu quella di rendere onore alla tradizione delle osterie per rinnovarne le caratteristiche fondanti. Allora, il Naviglio non era l’odierno luogo di culto della movida milanese ma un quartiere popolare e, persino, quasi periferico e Maida e Licio, con la loro apertura coraggiosa, posarono inconsapevolmente una pietra miliare su quella che sarebbe poi stata la strada della rinascita dell’intero quartiere.

Nacque così Al Pont de Ferr e, come da comanda, vennero proposte portate di salumi e formaggi e qualche ricetta della cucina regionale, naturalmente accompagnate da un immancabile bicchiere di vino. Ma tutto questo avvenne con l’assoluta novità di una scelta di rigorosa eccellenza in tutti gli ingredienti, vino compreso.

Maida con viniL’attenzione e la cura dei particolari sono quindi l’inizio, la base e la bussola di una rotta che anche nel 2017 ha condotto al premio speciale “Migliore Proposta al Bicchiere al Ristorante” della guida del Gambero Rosso 2018.

Negli anni, la voglia mai doma di superarsi di Maida, che è tuttora l’attuale proprietaria del locale, ha coinvolto altri compagni di avventura, tra cui tanti talentuosi chef. Ed è anche con il loro contributo che ha preso vita l’odierno raffinato status del locale che però non dimentica le sue origini semplici, genuine e conviviali.

Il primo chef e amico, che segnò la svolta, fu il marocchino Hamed Sidi Ben Hassan che si espresse con piatti di sua ideazione, come i ravioli ripieni di coniglio e la brandade di baccalà. Gli succedette nel 2000 l’uruguaiano Juan Lema Pena, oggi proprietario del ristorante Mirta a Milano, e ancora dopo, nel 2006, lo chef Matias Perdomo, anche lui uruguaiano, con il sous chef Simon Press; nelle loro mani la cucina divenne talmente creativa e innovativa da meritarsi nel 2011 la prima stella Michelin.
A seguire, è stato il momento di Vittorio Fusari, cuoco stellato e simbolo della Franciacorta e dell’alleanza tra i cuochi e Slow Food…

i nostri Ingredienti
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I nostri ingredienti

Il nuovo menu rinvigorisce sia il calore dell’osteria sia l’attenzione estrema agli ingredienti, spesso provenienti da piccole ma strepitose aziende di nicchia. Frutta e verdura arrivano da contadini virtuosi che coltivano e allevano senza chimica. Il pesce di lago e di mare è esclusivamente pescato di lenza. I differenti tipi di pane e di grissini sono realizzati in casa con le farine biologiche macinate a pietra di Mulino Sobrino, cosi come tutte le paste.

L’odierna cucina del Ponte è la naturale evoluzione di una storia semplice e al contempo innovativa, costellata di sfide affrontate e col tempo premiate, tra cui spicca anche l’ultima rinnovata attenzione alla materia prima e alla qualità, alla composizione del piatto e all’aspetto ludico che regala un viaggio tra i sapori, profumi, sguardi ed emozioni, in un susseguirsi unico e inimitabile.

I nostri piatti rappresentano un mix di stagionalità, ingredienti straordinari e tecniche di preparazione all’avanguardia: il manzo all’olio 2.0, il coregone marinato al profumo di gelsomino, il risotto con le lumache di bosco e la bottarga di gallina, i ravioli ripieni di midollo su carpaccio di capasanta sono solo alcune delle creazioni proposte nel menu di Vittorio che dedica un occhio di riguardo anche a vegetariani e vegani.

E, infine, non si può che non tornare a parlare degli ottimi vini, siano essi italiani, francesi e internazionali, sono tutti letteralmente scovati, degustati e selezionati per voi da Maida e rappresentano la migliore proposta al bicchiere perché, Maida docet, il vino non vive se non si condivide.

Al Pont de Ferr
la nostra Accoglienza
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La nostra accoglienza

Al Pont de Ferr si pranza e cena piacevolmente sette giorni su sette in tutti gli ambienti: nelle due sale tradizionali, nella nuova saletta con mattoni a vista e nel dehors, da cui, a un passo dalla splendida cucina “a finestra” sul Naviglio, si può godere della movida cittadina e del tranquillo scorrere dell’acqua verso la darsena.

Al Pont de Ferr - Team
il nostro Team
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Il nostro team

Siamo una squadra e un gioiello, una cucina precisa e poliglotta, eterogenea nelle nazionalità e nei caratteri ma unita nell’amicizia, nello spirito di gruppo, nella grande capacità lavorativa e nella voglia di condividere ogni scoperta, sia enologica che gastronomica.